I suoni dalla stazione…

Il motivo del come é cominciata questa avventura da fotografo di matrimonio si perde fra molti tipi di ricordo…

Fra questi, forse, la noia o la stanchezza di un lavoro estremamente ripetitivo, un lavoro in cui potevo raccontare ben poco e metterci ancora meno del mio.
Ricordo l’urgenza di uscire a fare la mia fotografia, perdendomi tra i tunnel della metropolitana e la voglia di raccontare storie, piuttosto di starmene a produrre oggetti di cui mi interessava poco e nulla.
L’idea della fotografia di matrimonio é venuta dai miei retaggi da assistente ormai tanti anni fa.
Mi é sempre piaciuto affiancare questa fotografia ad altri incarichi e progetti, dalla fotografia commerciale ai progetti personali, non ho mai voluto essere solamente un tipo di fotografo, nemmeno un fotografo di matrimonio.
Non specializzarsi comporta il disperdere le energie, significa prendersi impegni che ci impediscono di essere in più posti contemporaneamente e incasinare un calendario già ostico di suo, ma forse ci aiuta a mantenere la mente fresca ed aperta.
Il primo studio ho potuto crearlo con una condivisione, pagavo la mia permanenza facendo il grafico per loro e occupandomi di cose che andavano dalle pulizie alla grafica, era l’inizio di tutto e ricordo innumerevoli serate passate da solo fino a tardissimo a montare book e a fare post-produzione, mentre potevo sentire gli annunci dei treni provenienti dalla Stazione Centrale, gli ultimi treni della sera, quando scendevo le strade si erano ormai svuotate…é andata così per un tot…però ricordo la soddisfazione e la gratitudine dell’avere l’onore di raccontare storie, di lasciare qualcosa di fisico. A pensarci, é stata una storia stupenda.
Poi quello studio l’ho lasciato, mi sono trasferito e sono successe un mucchio di cose e le situazioni sono cambiate sotto molti aspetti, anche la fotografia si é evoluta e in molti aspetti é cambiata, oggi chiunque fa foto di continuo.
Oggi forse é di moda, di certo la percezione di cosa é un servizio fotografico si é dilatata molto…nella fotografia di matrimonio tra social e portali, oggi si punta all’ high-end, ai wedding planner più importanti, agli stranieri che vengono a fare matrimoni “Luxury”.
Non disdegno nessun tipo di data, ma non accetto di selezionare per chi scattare in base al solo budget e ho un idea diversa di “eccellenza” e di dove voglio arrivare.
Per me una trattoria per camionisti ha la stessa rilevanza di un hotel a 5 stelle, mi é capitato di essere davvero ovunque e in ogni genere di matrimonio ma  il mio modo e la mia proposta non cambiano, la mia ricerca é solo quella del racconto, del poter fotografare anche un matrimonio nel modo in cui amo raccontare, cercando di creare qualcosa di personale e che ritengo possa diventare un valore nel tempo.
Poco conta se é qualcosa di lusso o un aperitivo in piazza e basta.
É possibile che a forza di non inseguire Awards e trend finisca per pentirmene ma ho imparato che per me l’unico modo di non perdere la passione é quello di continuare a fare a modo mio.

Questo non può e non deve essere solo un lavoro, il motore deve poter continuare ad essere altro…o ad essere altro sarà il lavoro.

Fotografo a Milano

Un momento di pausa dal mio studio come fotografo di matrimonio a Milano, neve su Milano…circa 2008.